Chi è Paolo Borghetti?

Paolo Borghetti è un imprenditore seriale e rivoluzionario.

Primi anni 2000 – Origini

Paolo Borghetti nasce a Brescia alla fine degli anni ’80 e cresce nelle valli bresciane. Fin da giovanissimo si distingue per le sue doti calcistiche, che lo portano presto a confrontarsi fuori dalla provincia con ragazzi di diverse nazionalità, accomunati dall’ambizione di diventare calciatori professionisti.

Dopo aver militato in tutte le categorie del settore giovanile del Brescia Calcio, si scontra con la prima grande realtà: il talento, da solo, non basta. Un momento decisivo che segna il primo cambiamento di rotta nella sua vita.

Contro ogni previsione, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università Cattolica. Per sostenersi economicamente lavora come fresatore manuale in un’azienda automotive, entrando così in contatto diretto con il mondo industriale, che lo affascina profondamente.

2007 – Inizio carriera nel settore finanziario

Dopo una breve esperienza come venditore porta a porta, entra in una multinazionale come consulente assicurativo-finanziario.

Parte praticamente da zero: partita IVA, un fisso di soli 500 euro al mese e come unico strumento una guida telefonica da cui ricavare i primi contatti.

Senza portafoglio clienti, senza relazioni e senza scorciatoie, costruisce la propria crescita con disciplina, determinazione e una forte attitudine al miglioramento continuo.

In pochi anni si specializza nella distribuzione di prodotti finanziari e previdenziali, fino a raggiungere nel 2009 un traguardo significativo: viene premiato tra i primi 100 consulenti finanziari del gruppo a livello nazionale.

2010 – Fondazione di Insurance Broker

Spinto da una visione innovativa e controcorrente, nel 2010 fonda Insurance Broker Srl partendo da una situazione tutt’altro che favorevole: 100.000 euro di debito bancario e una causa legale avviata da una multinazionale per presunta distrazione di portafoglio — che verrà poi vinta due anni più tardi, rafforzando ulteriormente la sua credibilità professionale.

In un contesto iniziale di forte scetticismo, anche da parte del sistema bancario, avvia una startup nel settore del risk management industriale introducendo un approccio radicalmente nuovo.

Fin dai primi anni, Insurance Broker si distingue per la capacità di operare su scenari complessi e internazionali, arrivando a collaborare con i Lloyd’s di Londra, uno dei mercati assicurativi più autorevoli al mondo.

Nonostante le difficoltà iniziali, l’azienda cresce rapidamente fino a posizionarsi tra le prime 50 realtà italiane nel Risk Management, raggiungendo:
• 900.000 euro di fatturato
• circa 400.000 euro di utile
• 6 milioni di portafoglio gestito
• oltre 150 clienti
• 20 collaboratori

2013 – Visione internazionale e analisi del sistema industriale

Dopo un viaggio in Giappone per studiare il Toyota Production System e diverse esperienze in Silicon Valley, sviluppa una visione internazionale del business costruita sul campo.

Nel corso degli anni ha effettuato oltre 60 viaggi in tutto il mondo, vivendo ogni esperienza come un vero e proprio laboratorio: non turismo, ma studio diretto delle culture, dei modelli organizzativi e delle diverse capacità di fare impresa nei vari continenti.

Da questo percorso emergono tre criticità strutturali del sistema industriale italiano:
• carenza di sviluppo manageriale
• ritardo nella trasformazione digitale
• difficoltà nei passaggi generazionali

2015 – Nascita di Future Age

Sulla base delle riflessioni maturate negli anni precedenti, nel 2015 fonda Future Age, la sua seconda start up, con l’obiettivo di portare nel tessuto industriale italiano un nuovo modello di consulenza manageriale, capace di integrare change management, innovazione, processi e
visione strategica.

In pochi anni, Future Age ottiene risultati straordinari, affermandosi come una realtà unica nel proprio settore per crescita, solidità economica e capacità di generare valore. Oggi è considerata l’azienda di settore con la maggiore redditività, un risultato che testimonia l’efficacia del modello costruito e la qualità del lavoro sviluppato sul campo.

I numeri confermano la forza del progetto:
• oltre 250 clienti attivi
• più di 40 collaboratori
• oltre 5 milioni di euro di fatturato
• patrimonio vicino ai 6 milioni di euro
• EBITDA al 30%

Future Age diventa inoltre un vero e proprio polo di attrazione per manager di profilo internazionale, professionisti che scelgono di misurarsi con la complessità e le opportunità del mondo industriale italiano all’interno di un’organizzazione capace di coniugare competenza, visione e risultati concreti.

2016 – Introduzione del Broker IT

Nel 2016 introduce sul mercato il Broker IT, una nuova figura manageriale che rivoluziona l’approccio tradizionale all’informatica aziendale integrando psicologia comportamentale, ingegneria dei processi e competenze tecnologiche.

Da questa intuizione prende forma il concetto di Psicoingegneria dell’Informatica: un modello originale che mette al centro non solo i software, ma soprattutto le persone, i comportamenti e i meccanismi organizzativi che determinano il successo o il fallimento di ogni trasformazione digitale.

Una visione distintiva che gli consentirà di stringere partnership con alcuni tra i più importanti player software internazionali.

2019 – Riconoscimento nazionale

Future Age viene premiata da La Repubblica in collaborazione con l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come una delle aziende italiane di maggior successo per crescita economica, confermando la solidità del progetto imprenditoriale e la forza del suo modello di business.

2020 – Digital Mentoring

Durante la pandemia, in uno dei momenti più critici per il tessuto industriale italiano, sviluppa il modello Digital Mentor, successivamente brevettato: un framework manageriale strutturato in 6 fasi operative, progettato per risollevare le PMI dalla crisi post-Covid.

Il modello nasce con un obiettivo chiaro: trasformare le aziende, non analizzarle.

Si distanzia radicalmente dalla consulenza tradizionale, spesso percepita come teorica, accademica e poco incisiva, introducendo un approccio pragmatico, esecutivo e orientato ai risultati.

Il Digital Mentor integra in modo sistemico:
• Persone
• Processi
• Tecnologie

ma soprattutto introduce una logica nuova: chi guida il cambiamento deve sporcarsi le mani nel cambiamento stesso.

Ad oggi, questo modello è stato applicato con successo in oltre 400 aziende italiane, diventando un punto di riferimento per la trasformazione digitale e organizzativa delle PMI.

Negli anni successivi sintetizzerà così questa visione: “La differenza tra un manager e un consulente è la stessa che c’è tra il sapere e il saper fare.
Noi non siamo consulenti.” 

2021 – Fondazione di Digilogue

Fonda Digilogue, startup innovativa dedicata allo sviluppo digitale sostenibile delle imprese, basata sulla piattaforma proprietaria Digisoftware.

All’interno del progetto nasce anche Digisoftware, piattaforma di intelligenza artificiale progettata per ridurre l’asimmetria informativa tra imprenditori e software house.

2022 – Officina Filosofica

Crea Officina Filosofica, un laboratorio di pensiero che unisce filosofia e impresa con l’obiettivo di riportare la riflessione critica all’interno del mondo manageriale.

Il progetto esce rapidamente dai confini aziendali e approda al dibattito pubblico nazionale attraverso due eventi di grande risonanza, con la partecipazione di Paolo Crepet e Alessandro Di Battista, sul tema “La pace non è un’opinione”.

Un’iniziativa che segna un posizionamento chiaro: l’impresa non è solo numeri e processi, ma anche visione, responsabilità e pensiero.

2022–2025 – Riconoscimento Nazionale

Per tre anni consecutivi, Future Age viene inserita tra le migliori 500 aziende italiane per crescita e solidità dei dati di bilancio, secondo le analisi de Il Sole 24 Ore.
Un risultato che certifica non solo la performance economica, ma la validità di un modello unico nel panorama consulenziale italiano.

L’organizzazione si distingue per:
• un team composto esclusivamente da manager e imprenditori
• la condivisione del rischio con il cliente
• un approccio operativo orientato a risultati concreti e misurabili

2023 – Pubblicazione Primo Libro

Pubblica il suo primo libro, “Digital Mentor”, edito da Edizioni Este.

L’opera rappresenta una rottura rispetto alla narrativa tradizionale del mondo IT: l’informatica viene spiegata con un approccio umanista, mettendo al centro le persone, i comportamenti e le dinamiche organizzative, prima ancora della tecnologia.

Il libro traduce il linguaggio tecnico in chiave manageriale, rendendolo accessibile agli imprenditori e offrendo una visione concreta su come guidare la trasformazione digitale nelle aziende.

La prefazione è firmata dal giornalista del Corriere della Sera Massimiliano Del Barba, a testimonianza della rilevanza del messaggio anche nel dibattito economico nazionale.

2024 – Podcast

Lancia “IMPRE – Sei pronto?”, podcast prodotto da Il Dottor Podcast (Gruppo Mediaset), che racconta il mondo imprenditoriale senza filtri.
Il format supera i 50.000 ascolti, affermandosi tra i più seguiti e provocatori nel panorama business italiano.

2026 – Secondo libro

Paolo Borghetti pubblica con Edizioni Este il suo secondo libro:
“Le aziende non si guidano da sole – Le 10 regole per imprenditori e manager nel caos del nuovo mondo post-Covid”.

Il libro nasce dall’esperienza diretta maturata in anni di lavoro accanto a centinaia di imprenditori e manager italiani, impegnati ad affrontare una trasformazione economica e organizzativa senza precedenti.

Al centro dell’analisi vi è soprattutto il cambiamento delle persone nel mondo del lavoro dopo il Covid: una trasformazione profonda che ha ridefinito aspettative, motivazioni, rapporto con l’autorità, senso di responsabilità e dinamiche organizzative all’interno delle aziende.

Attraverso dieci regole chiare e provocatorie, Borghetti offre una riflessione concreta su come imprenditori e manager possano guidare le imprese in un contesto in cui la gestione delle persone rappresenta la vera sfida della leadership contemporanea.

“Il futuro non è una linea retta. È una scelta quotidiana.”

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